NOEMI BOLZI

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DICONO DI LEI

 

plus  Fiorisce la terra e il seme nella terra. Cresce il fiore nel candore e nella neve, esplode la luce dalla materia rivoltata, dalla zolla feconda, l’oro si diffonde tra le ombre, impollina di bagliori la notte. Dal figurativo all’informale, quindi all’astratto, passando attraverso la ceramica raku con le sue alchimie, così ora la pittura di Noemi Bolzi restituisce nei quadri la trasformazione del calore e del colore, la sintesi della materia in pensiero, concetto, spirito universale. Le tinte e le forme affiorano tra effetti luminescenti, le linee del paesaggio si confondono e in “sovrumani silenzi” s’aprono faglie d’insondabile splendore, scorrono sabbie di clessidre senza fine. Il rintocco che solo s’avverte è il palpito profondo della vita nascosta: a volte è sussurro candido o rosa, a volte è eruzione bruciante. Noemi non grida, non afferma, ma suggerisce con poetica grazia di luoghi lontani e visioni incantate. La materia opaca diventa vivida evocazione di cieli infiniti, si fa alito lieve, caldo di resurrezione primaverile. Noemi non sa dove la porta quel soffio creativo, quell’intuizione germogliata negli inverni della vita. E la sua arte sboccia come un fiore di ghiaccio, trattiene tutta la potenza, quasi sotto incantesimo. La fragilità trattiene l’eternità, l’effimero diventa il paradosso d’un’apparizione perenne, verso incastonato nel silenzio, nella contemplazione sospesa. Noemi ci chiama come in sogno e ci fa sognare. plus x21a Manuela Bartolotti

 

plus  Noemi Bolzi, diplomata all’Istituto d’arte Toschi, è un’artista poliedrica in grado di sperimentare più discipline dalla grafica al design, dalla ceramica alla pittura, sviluppando la sua innata creatività, anche se prevale in questo eclettismo l’amore e la dedizione per composizioni pittoriche luminose e solari di matrice materica. plus x21a Annalisa Mombelli

 

 Noemi Bolziplus  Due distinte direttrici animano l’arte di Noemi Bolzi: da un lato la pittura informale, dall’altro la lavorazione della ceramica raku. Se fino a poco tempo fa erano distinte, oggi invece si incontrano arricchendosi vicendevolmente. L’Informale era/è il risultato di drammatiche condizioni dello spirito ma nelle tecniche miste di Bolzi diventa riflessione sul senso della vita, sul viaggio terrestre e celeste che ciascuno compie. Materia grezza, forte simbolismo, anche potenza segnica e soprattutto gli inserti raku ci dicono quanto l’artista senta - positivamente - la dimensione in fieri di questa febbrile realtà.plus x21a  Fabio Bianchi

 

plus  Nei “quadri-raku” di Noemi Bolzi gli elementi primordiali si fondono in una maestosità di colori: messaggi scritti, cuori, oro, rosso vermiglio si combinano per dar vita ad un impasto di emozioni, fra natura, figura, trame e materie. plus x21a Annalisa Mombelli

 

plus  La Bolzi ha raccolto e sintetizzato in essenziali cromatismi con insolite germinazioni materiche le sue passate immagini di donne e di fiori dalle linee che richiamano Cassinari. Paiono però sempre affiorare da un fondo d’indefinito silenzio, di quasi palpabile dolore, lasciando a segni-messaggi indecifrabili l’evocazione ignota e il riscatto poetico. Sbocciano emozioni e lo fanno con grazia discreta sopra volteggi palpitanti di colore. I petali, i cuori del primo periodo ancora figurativo sono rimasti nell’essenza e nel sogno informale. C’è ancora un’oscurità nascosta, una crepa sottile che lascia intuire la profondità sotto il velo variopinto delle sensazioni. Questi orizzonti astratti sono una vittoria, un richiamo di vita. plus x21a Manuela Bartolotti

 

plus  Cuori, figure femminili, ma non solo. Noemi Bolzi espone le opere più recenti al Circolo Castellazzo per tutto il mese di maggio (orario dalle 9 alle 20 tutti i giorni) puntualizzando un percorso che vede l’incontro tra due espressioni artistiche portate avanti parallelamente nel tempo: la pittura e la ceramica raku. Esposte col titolo «Messaggi & materia» una ventina di opere che giocano tra cromie pittoriche e concretezza di una ceramica volta ad uscire allo scoperto come materia generatrice fra i colori. Messaggi scritti, cuori, oro, rosso vermiglio si combinano per dar vita ad un impasto di emozioni, fra natura, figura, trame e materie. E in questo contesto si inserisce anche il percorso sulla ceramica raku che va ad integrare quello pittorico e viceversa, nel bisogno di unire e non di dividere le tecniche. Alla base c’è la volontà di raccontare e raccontarsi: non è la tecnica specifica che conta ma il poter utilizzare mezzi diversi per dar voce ad un pensiero univoco. plus x21a Stefania Provinciali

  

plus  Noemi, con un’importante esperienza di ceramista, grafica pubblicitaria e arredatrice d’interni, mette in mostra una serie di quadri e alcune opere in ceramica raku, in cui forme e colori si uniscono a delineare un universo dalle suggestioni oniriche. I colori forti e vibranti impressi sulla tela, spesso in contrasto tra loro, come i rossi sanguigni dei cuori pulsanti, i viola e i neri di figure astratte, si stemperano con quelli degli oggetti in ceramica, dipinti nei toni rassicuranti dell’azzurro, del verde e dell’argento.  plus x21a Samantha Gasparelli 

 

plus  “Noemi col suo tratto felice e preciso traspone nella tela un pensiero universale e sempre significativo. La donna quindi, vista non più come oggetto o tema visivo, diventa fulcro di una realtà che traspare indubbiamente nella moderna società. Il suo "ritrarre" diventa quindi uno specchio fedele del ruolo della donna, un ruolo che la donna ha saputo conquistarsi e meritarsi in una società in cui diventano indispensabili la sua sensibilità e la sua presenza. Felice e più che mai realista, quindi, la pittura di Noemi, che amalgama con i colori della fantasia un aspetto della realtà, una realtà che ci circonda e ci appartiene in una densa policromia di emozioni e sensazioni”.
«A proposito di donne» è il titolo del percorso dentro la figura femminile, fra attenzioni floreali, nudi, cuori e quant'altro allusivo di un mondo fatto di emozioni, sentimenti, frammenti di vita.
Le tecniche miste di Noemi Bolzi, riportano ad un racconto pittorico che a prima vista appare molto variegato ma nella realtà è componibile nei suoi significati come un puzzle dove la materia si interseca con la grafia, i materiali con le intenzioni creative, i colori con le diverse composizioni fra rossi e ori, blu intensi e gialli solari. La mostra raccoglie un consistente numero di opere creando così una sorta di complessa intromissione nel mondo femminile, senza tralasciare però il piacere del «gioco», della composizione dove donne e frammenti di donna, cuori e fiori di una realtà vissuta, trovano spazio e significati. plus x21a Stefania Provinciali

 

plus  Rituale come preparare una tazza di the è il raku, la tecnica giapponese di creazione di ceramiche nata nel XVI secolo. Gli elementi si fondono: la terra incontra il fuoco e successivamente l'aria e l'acqua in virtù di violenti shock termici si concretizzano in risultati cromatici imprevedibili. Ciononostante nelle opere di Noemi Bolzi vi è una quintessenza ed è l'estro creativo che palpita dalle sue mani, mentre prende l'argilla bianca, robusta e refrattaria, le dà forma e vita e la cuoce in forno in una casa vicino al mare. Un processo alchemico come è la vita stessa. 
Per avere un verde, ad esempio, non si utilizza un pigmento dello stesso colore ma l'ossido di rame. E dell'opera si tripudia. Raku (letteralmente, appunto, “gioire il giorno”) e zen sono visceralmente legati e il nodo è rappresentato proprio da the e dal suo contenitore: una storia antica come la tazza narra di uno studioso che un giorno si recò da un monaco per chiedergli chiarimenti sullo zen. Egli offrì all'ospite del the. Glielo Noemi rakuversò in una tazza e quando fu piena continuò a versare. “Maestro, basta! È piena!”. Ma il monaco rispose: “Tu sei proprio come questa tazza... pieno dei tuoi pensieri e delle tue idee. Se prima non ti vuoti, come posso insegnarti lo zen?”. Così vasi, abat jour e bijoux della Bolzi sono pezzi unici, realizzati con l'intelligenza di chi non è pieno solo di sé bensì sa ascoltare anche il suoi del mondo e dell'altro. 
Noemi è istintiva e autentica come il raku e come vuole lo zen. Altresì nel dipingere il nudo di donna – quell'iconografia trasversale nella storia dell'arte alla quale è pervenuta dopo i soggetti imposti nelle lezioni del liceo artistico – ha il gesto fugace di chi vuole eternare un impulso veemente. Le cromie – dall'ematico rosso all'erotico blu fino al verde mare – prendono sempre più consistenza e matericità nell'iter della ricerca dell'artista che, estimatrice di Carlo Mattioli e Alfonso Borghi, si appossima via via all'informale. Un informale che però mai sarà privo di muliebri tratti. plus x21a Arianna Torelli

 

plus  I colori decisi dei quadri di Noemi Bolzi, i sapori dell'arte culinaria di Irina si fondono creando seducenti, oniriche atmosfere. Prendono vita, bucando la tela, le prepotenti figure di Noemi che sembrano osservare il fruitore sbirciando dall'alto, sospese alle pietre dei muri. Silhouette femminili cesellate da pennellate decise, definite da lampi di luce che illuminano forme che paiono nate dall'oscurità di brume notturne. I chiaroscuri si rincorrono in un gioco a nascondino che rivela i pensieri perduti nello sguardo di donne irreali che vivono i sogni proibiti di un erotismo segreto. Ed è l'amore, tante forme d'amore filtrate dall'artista attraverso simbologie e ricordi di vite vissute, che definiscono i contorni dei cuori sospesi nell'aria, dei volti sbircianti da tele strappate, dei pesci vaganti nell'azzurro del mare: immagini che si riflettono in giochi di specchi ripetuti all’infinito. plus x21a Elisa Starace Pietroni

 

plus  "Eva chiama Eva” I nudi sensuali della Bolzi a Salsomaggiore Terme
«Noemi col suo tratto felice e preciso - hanno scritto su di lei -  traspone nella tela un pensiero universale e sempre significativo. La donna quindi, vista non più come oggetto o tema visivo, diventa fulcro di una realtà che traspare indubbiamente nella moderna società. Il suo "ritrarre" diventa quindi uno specchio fedele del ruolo della donna, un ruolo che la donna ha saputo conquistarsi e meritarsi in una società in cui diventano indispensabili la sua sensibilità e la sua presenza. Felice e più che mai realista, quindi, la pittura di Noemi, che amalgama con i colori della fantasia un aspetto della realtà, una realtà che ci circonda e ci appartiene in una densa policromia di emozioni e sensazioni».  plus x21a  A. Siclari

 

plus  Cuori rossi vibranti, sembrano parlar d'amore e di gioia, intrisi di cromatismi che nulla tolgono ad un'idea di immagine, la stessa che fa la differenza. L'esplosione della materia e del colore danno forza ad un racconto pittorico che si dilata fra cuori colori, fra cieli e mari, fra figure e invenzioni floreali e che può apparire differenziato, in realtà  è componibile nei suoi significati come in un puzzle. C'è la forza univoca della materia che incombe, che sembra voler vincere la battaglia sulla figura, ma una supremazia netta dell'una sull'altra non c'è stata ed una sorta di grafia si impone a delineare le trame visive. C'è il piacere della scoperta e del sogno ma anche dell'inadeguatezza dell'uomo nei confronti di un mondo dove dominano incertezze e paure pur narrate con la sicurezza di chi crede nell'espressione artistica. Nel mezzo, fra realtà ed immaginazione, c'è lei, Noemi, "cuore e corpo d'artista" che compone le sue forme, le sue scansioni materiche, i suoi frammenti, destinati a ricreare una realtà tutta da scoprire perché spesso il piacere del "gioco" sa coinvolgere più di ogni illusione. plus x21a Stefania Provinciali

 

plus  Il titolo della rassegna “Espressioni dal cuore” sintetizza efficacemente la filosofia di tutta la sua intensa e creativa ricerca artistica. Ricerca che si è espressa in molteplici forme, dalla grafica pubblicitaria, alla ceramica alla pittura. Infatti, fin dai primi anni del Toschi, dove si è diplomata in decorazione pittorica, Noemi ha acquisito un’accurata esperienza artistica, tesa ad una costante sperimentazione. Negli ultimi anni ha trovato una fertile vena creativa nella pittura che, pur mantenendo un’improntata realistica, tende a sconfinare nell’astratto. La pittura solare di Noemi, realizzata in acrilico con sottofondo materico, è accattivante per l’efficace armonia cromatica, che la rende calda e luminosa, in perfetta sintonia con i soggetti rappresentati. Artista versatile, Noemi fra i vari soggetti trattati, gatti, pesci, cuori, paesaggi, girasoli, fiori, predilige la raffigurazione del nudo femminile. Un nudo casto e sensuale nello stesso tempo, a volte idealizzato con tratti tenui e colori sfumati, a volte esasperato con segni e pennellate decise, per sottolineare le false sicurezze e i timori nascosti vissuti dalla donna oggi. 
Nelle sue opere si colgono le molteplici sfumature ricche di emozioni e sentimenti, tipiche di chi partecipa totalmente al tema trattato. 
Un oscillare tra realtà e visioni che ricorda famosi predecessori ed evoca nell’osservatore sensazioni di piacere e di serenità. plus x21a Rino Tamani

 

plus  Quando si parla di "arte" e, in modo particolare, ci si cimenta nella descrizione di un percorso artistico, la mente si lascia prendere dalle più intricate contorsioni col risultato di aver scritto un qualcosa che, alla fine, nessuno comprende e molti fingono di condividere ed apprezzare. 
Più semplice, invece, aprire il cuore, oltre che il pensiero, lasciarsi prendere per mano dalle emozioni e vedere le sensazioni che si provano dinanzi ad una pittura: vedere – ho detto – le emozioni invadono sia il cuore che la mente e lasciano, dell'artista, una traccia indelebile che ne configura non solo le capacità, ma soprattutto la possibilità di trasmettere dei sentimenti, divisi e condivisi. 
Se ciò accade, siamo davvero in compagnia di una "artista". Noemi Bolzi ha appreso ad ascoltare e a vedere e nel contempo ad avere fede in una attività che non è successo immediato, ma paziente attesa. Un "rischio", dunque, da correre ad una condizione: quella di non arrestarsi all'esteriore, all'apparenza, al facile e all'immediato banale. 
La sua è un'arte che riesce a soffermarsi sul senso e sul significato, non solo delle cose, ma soprattutto delle emozioni e della ricerca introspettiva. Si potrebbe dire, senza cadere nel solito e nell'usato, che la pittura di Noemi affonda le radici all'interno di una natura primitiva, libera da quei feticci che ingombrano la vita contemporanea, ma ricca di una particolare consapevolezza esistenziale, che poi significa anche coscienza della propria identità, integra e piena. 
Fantastici gli impulsi cromatici che suggeriscono suggestioni emotive mobilissime, direi mai definibili e proprio per questo la mente spazia, immagina, vede e sogna. Pennellate che appaiono statiche ed immobili, ma che diventano una necessità, diremmo morale, di fissare nella forma e nel colore ciò che invece muta, ciò che scorre, ciò che adesso non è già più… proprio com'è libero il pensiero, senza catene la fantasia, senza vincoli la libertà e la capacità di espressione.  
Noemi Bolzi interpreta il reale che nasce, quindi, da una visione libera da diffidenze, angosce e sgomenti, ma pronta ad afferrare ciò che comunque resta inafferrabile, ma che si lascia intuire nel fulmineo bagliore di un attimo. A questo, Noemi, arriva con un non trascurabile sforzo di ricerca e non solo di identità, ma soprattutto di introspezione e di tenace approfondimento della propria sensibilità e delle proprie ansie; ne consegue – però – il felice risultato di chiare visioni che, tuttavia, non sono ancora completamente libere, come mai libero può essere il binomio cuore-mente in quanto, come la realtà e la fantasia, cozzano quotidianamente sulle piccole e grandi cose che fanno la nostra esistenza. plus x21a Nino Secchi

 

plus  A Lerici, in «1 spazio piccolo piccolo» espone Noemi Bolzi le sue tele in libertà. Una quarantina di opere per lo più recenti che mettono in luce gli aspetti più innovativi del suo percorso, fra paesaggi, nudi femminili e le «nuove» composizioni, opere tutte cariche di colori, a tratti sfumati a tratti più decisi nella realizzazione di un racconto vivace, personale, intenso. C'è in queste tele la realtà del mondo, del cuore femminile, del paesaggio e degli oggetti che vanno componendosi in una sorta di essenziale gioco visivo, temi che, pur nella diversità di approccio, si integrano negli aspetti formali e nella ricerca. Emergono i valori della temporalità in una visione quasi sospesa delle «cose» che appartengono al mondo, intrise di un bisogno esistenziale che si accosta alla prova formale. Sopra «fondali» che paiono ripercorrere le vie dell’astrazione nel gioco dei cromatismi caldi e decisi, si stagliano nette le impronte della realtà, fatta di concreta stilizzazione, di gesti e di inconscio, di linee sinuose ed in movimento, destinate a competere con trame concrete che vanno sfumando verso l’immaginario. Una versatilità «libera» che si muove in una ricerca sempre in cammino e nella immediatezza che l’autrice sa ispirare nel raccontare la propria interpretazione delle «cose». Diplomata all’Istituto d’Arte Toschi di Parma in decorazione pittorica, Noemi Bolzi ha vissuto una intensa esperienza di grafica pubblicitaria ed è approdata alla pittura per pura passione, riaprendo una «parentesi artistica» chiusa ai tempi della scuola e sviluppata poi con costanza ed adesione. Attualmente sta tirando i fili di una ricerca durata vari anni, operando a metà strada tra la riconoscibilità dell'immagine e il desiderio tattile di andare oltre, combinando la fantasia dell'invenzione con i materiali più nuovi e stimolanti. Questa personale segna una tappa importante nel corso della sua attività artistica degli ultimi anni, quale mostra della maturità. plus x21a Stefania Provinciali

 

plus  Noemi vanta un’intensa esperienza artistica, in costante sperimentazione, realizzata con diverse forme espressive, dalla grafica pubblicitaria alla ceramica. La sua pittura, improntata al realismo, nelle opere recenti tende a sconfinare nell’astratto. La pittura materica di Noemi è mediata da un’accattivante e inusuale armonia cromatica, calda e luminosa, in perfetta sintonia con le forme rappresentate. 
La versatile artista predilige la raffigurazione del nudo femminile, casto e sensuale allo stesso tempo, senza trascurare un ampio ventaglio di temi: gatti, pesci, cuori, paesaggi, girasoli, fiori. Il suo oscillare tra realtà e visioni ricorda Marc Chagall, ed evoca nell’osservatore sensazioni di piacere e di appagante serenità. plus x21a Rino Tamani

 

Guardare con occhi attenti la produzione di un artista si rivela sempre un’esperienza, un incontro che in qualche modo segna.
 Noemi, il cui nome significa – non a caso? – gioia e delizia, mette in campo tutta se stessa… sogni, aspirazioni, talento, applicazione… e, con grinta ed estrema decisione, come se già in partenza conoscesse esattamente il punto d’approdo, offre a noi la sua particolare percezione della realtà.
E’ un intimo svelarsi, il suo personale modo di dire “Eccomi!” al mondo.
Ecco quindi che i pensieri, le fantasie, i voli della mente si materializzano, trasformandosi in intensi quadri o in studiate elaborazioni grafiche.
E’ un universo in massima parte concreto, quello di Noemi. L’artista predilige, nel suo particolare percorso, la raffigurazione del nudo femminile, anche se non disdegna altri temi. Le sue figure paiono uscite da un delicato bozzolo, e noi le percepiamo, pur se talvolta le vediamo di spalle, sempre fondamentalmente inquiete e misteriose. 
Forse perché questa è l’intrinseca natura dell’essere donna, che la Bolzi coglie – anche per il vantaggio di appartenere a tale sfera – con pienezza ed efficacia, puntando decisa allo scopo. E, in ciò, al pari dell’essenzialità dei corpi, giocano una parte molto importante pure gli sfondi, con colori “passionali” che catturano e trasportano, imprigionandolo, l’acuto osservatore all’interno del quadro stesso.
Quest’uso del colore, che talvolta dà vita e talvolta evoca tristezza – e che in ogni caso incatena l’occhio – emerge altresì nei paesaggi. E’ un perdersi e un ritrovarsi in una dimensione fantastica.
 Noemi ci traghetta dall’altra parte, invitandoci a seguirla senza avere paura. E’ questo, forse, uno dei sensi più profondi racchiusi nel concetto stesso di arte: l’abbandonarsi in maniera totale, l’affidarsi a chi sa vedere “oltre”, il lasciarsi alle spalle la razionalità che accompagna la vita di tutti i giorni per inseguire un sogno, il sogno di altri che può divenire anche nostro. La Bolzi lo sa bene, e, attraverso i suoi paesaggi, ci fa staccare un biglietto per un viaggio che si desidererebbe di sola andata, perché il suo mondo, deformato ma ancora ben riconoscibile, evoca sensazioni di piacere e appagante serenità. Ma, come in tutte le situazioni della vita, il ritorno è d’obbligo. Noemi ci offre allora un’ulteriore interessante strada da percorrere, quella della grafica. S’intuisce nei suoi lavori un mix che comprende studio, lavoro, sperimentazione e gioco. Lo sguardo è sicuramente volto al futuro, strizzando però l’occhio ai maestri che hanno fatto storia. Ora aspettiamo l’artista a nuove prove, per continuare ad esplorare, con “gioia e delizia”, orizzonti sempre diversi, inconsueti e originali. Noemi saprà prenderci per mano e, aprendoci il suo cuore, ci condurrà verso nuovi, invitanti approdi. plus x21a Lorenza Pellegrini

 

plus  Cuore e corpo d’artista, Noemi Bolzi ha una natura e un sentimento che sono soltanto suoi: è rimasta simbolo di donna giovane e di passioni, dipinge ed elabora sul tempo, che è la prima ceramica, impasta con le mani e con gli occhi, sogni, pensieri, visioni, gesti, piaceri.
 Mettersi davanti a un suo lavoro è incontrarsi, costruire educazione e cultura, l’uomo che è diventato un oggetto di questa società è rimesso nel paesaggio della vita.
 C’è l’idea, che tutti noi cerchiamo, che non è semplice interpretazione della memoria o della realtà odierna, ma invenzione sostanziale e non soltanto formale, non c’è un’integrità esistenziale come nei valori o nella fantasia. Fotografie che non hanno angoli, ma rimangono spazi all’aperto, colori che non sono solo d’atmosfera, ma protagonisti nella loro identità: ciò, che poi, più di tutto, voglio dire di lei, della sua poesia, è l’emozione del silenzio, che è per me l’assoluto, Dio o anche soltanto il cielo.
L’espressione visiva è comunque sempre quella della parola, una bellezza nuda che si lascia riconoscere senza paura, senza trasformazioni o altre fruizioni, è una tentazione che però libera dal peccato e dall’ignoranza. plus x21a Arnaldo Scaramuzza

 

plus  Nella realistica, formale visione dei quadri di Noemi Bolzi, il sogno, la realtà e il desiderio sono mediati e trasmessi, attraverso una inusuale concretezza di forme e di colori, principalmente dai nudi femminili che l’artista a volte idealizza con tratti sottili e colori sfumati, a volte esaspera con segni e pennellate decise. La Bolzi attraverso le sue immagini trasmette – volontariamente o involontariamente – l’inquietante “inadeguatezza” che accompagna oggi la donna metropolitana con le sue false sicurezze – anche, o principalmente, sessuali – e i suoi nascosti timori, rinnegati nel conscio, ma incisi nell’anima da nuove (moderne) paure e da antichi, ma incancellabili, tabù. Il sole, rotante e implacabile, che brilla sullo sfondo o nelle immaginifiche sculture che corredano la mostra, spia un desiderio-speranza che parla di luce, ma paventa e suggerisce a tratti anche il buio implacabile della notte. 
Se nella Bolzi il racconto parte dal sogno per tracciare un’insospettata realtà.plus x21a  Elisa Starace Pietroni

 

plus  Ex grafica pubblicitaria e ceramista, Noemi Bolzi approda alla pittura per pura passione e riapre una “parentesi artistica” chiusa anni prima all’Istituto Toschi. Il centro di interesse su cui ruota la ricerca della pittrice è il nudo femminile. Linee sinuose e nere individuano corpi in movimento, dalla spiccata carica sensuale e fanno da contorno ai colori caldi e squillanti del fondo. “Nature morte con pesci o con frutta” (’98) evidenziano il tratto sicuro e l’intento di sperimentare accostamenti cromatici. La tela diventa il luogo ideale per dar vita ad “arcobaleni” pittorici. L’artista parmigiana dimostra versatilità artistica e un bisogno di intraprendere strade nuove e diverse: all’ “ars pingendi” accosta quella “fingendi”. Immagini di donne in cartapesta, composizioni astratte di ferro e legno diventano espressione di un modo alternativo di fare arte.plus x21a Bice Albertini

 

 

“L'arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità”

PABLO PICASSO

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